Protagonista di una delle serie tv di Netflix più erroneamente sottovalutate è la famiglia Rayburn, un nome che conta alle Florida Keys dove il patriarca Robert (Sam Shepard) ha messo in piedi un incantevole resort partendo dal non avere niente e arrivando a guadagnarsi con gli anni il rispetto verso la sua famiglia.

Già il primo episodio fa presagire il genere della serie che potrebbe definirsi un incontro fra il thriller e il drammatico, esso è ambientato nel giorno dell’anniversario di matrimonio di Robert e Sally (Sissy Spacek), occasione per cui il nucleo familiare si trova riunito. Tra i loro figli troviamo il responsabile ed equilibrato John (Kyle Chandler, incredibile la somiglianza con il cantante Marcus Mumford), affermato detective con una splendida moglie e due figli, Kevin (Norbert Leo Butz), al contrario di John istintivo e meno intelligente dei fratelli, anche lui sposato, Meg (Linda Cardellini), avvocatessa. Questo perfetto quadretto familiare viene sconvolto dall’arrivo di Danny (Ben Mendelsohn), il figlio non realizzato che chiede soldi e poi scompare, la cui presenza si è fatta fastidiosa.

Questa volta invece Danny è venuto per restare, ma quello che avrebbe potuto essere il lieto racconto del superamento di traumi passati in vista di una tanto attesa riconciliazione familiare nell’arcipelago paradisiaco di oltre 800 isole coralline assume amaramente presto toni tragici. Flashback rivelatori sul passato della famiglia e sul suo futuro ci accompagnano, insieme alla voce narrante di John, lungo le prime due stagioni.

Posso solo dire di non vedere l’ora che esca la terza ed ultima stagione annunciata per il 2017, Netflix ha infatti deciso di cancellare la serie arrivata alla sua terza stagione nonostante la critica abbia speso splendide parole per questa produzione. Gli stessi creatori Todd A. Kessler, Daniel Zelman e Glenn Kessler (creatori anche di Damages) ambivano ad estendere “Bloodline” fino alla quinta o sesta stagione per rendere l’evoluzione nel corso del tempo dei rapporti familiari. Tuttavia, sono stati avvisati prematuramente della scelta della piattaforma di streaming di chiudere la produzione e sono riusciti così a sviluppare la terza stagione in modo di fare della serie un prodotto finito dotato di un’adeguata conclusione.

Non è stato chiarito se Sony TV, che produce la serie, cercherà di vendere “Bloodline” ad altre acque, pertanto si può ancora un po’ sperare.

Bianca Frasoldati