“True story”, tratto da una storia vera, ha debuttato al Sundance Film Festival nel 2015 e vanta come attori protagonisti James Franco, Jonah Hill e come attrice apparentemente secondaria Felicity Jones, (protagonista di Rogue One: A Star Wars Story) tuttavia non ne abbiamo sentito parlare abbastanza.

Il film comincia focalizzandosi su Michael Finkel, talentuoso giornalista del New York Times costretto alla smentita e all’abbandono del suo lavoro dopo aver scritto un articolo senza la verifica delle fonti.

Michael riceve una telefonata dove gli viene comunicato che Christian Longo, uno dei maggiori latitanti ricercati dall’Fbi, è stato ritrovato in Messico e, al momento dell’arresto, ha dichiarato di chiamarsi Michael Finkel e di essere un giornalista del NYT.

La curiosità di Michael, tipica in un giornalista, lo induce a incontrare Longo che, accusato di aver assassinato la propria famiglia, è in attesa del processo. Il legame fra i due si gioca sull’antitesi e al contempo sull’attrazione tra i due protagonisti, entrambi macchiati della colpa di aver mentito.

Il film si rivela capace di tenere alti i livelli di intensità e di interesse fino all’inaudito finale rivelatore, sempre che lo spettatore non sia al corrente di come gli eventi sono andati secondo i fatti reali, la pellicola infatti ripercorre uno dei casi giudiziari che più ha attirato e scosso gli Stati Uniti nel nuovo millennio (2001) ed è basata sull’omonimo libro di memorie scritto appunto da Michael Finkel (non provate ad andarvi a cercare gli articoli di cronaca dell’accaduto prima di aver visto il film!).

Rupert Goold, il regista agli esordi, crea una perfetta combinazione dei generi thriller psicologico, drammatico e mistery, curando con maestria la sceneggiatura sia nella prima parte concentrata sul rapporto malsano tra il reporter e il presunto assassino sia nella mezzora finale delle fasi processuali notevolmente realistiche.

Dopo aver visto il film, è senza dubbio interessante guardarsi la storia del reale Christian Longo che nel 2009 ha fatto una determinata richiesta, la quale ha aperto un dibattito non soltanto medico ma filosofico ed etico.