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“Una cosa di cui vado fiera è stata la scelta di rispettare l’intelligenza del pubblico. I ragazzi di 16/17 anni non sono idioti. Sanno cos’è il sesso, sanno delle droghe, sanno che alcuni amici possono avere delle malattie mentali. È strano non aver avuto finora serie tv o film che parlino di questi problemi in modo palese e parallelo alla conoscenza che le persone hanno a riguardo. Non abbiamo alleggerito niente. La cosa di cui vado più fiera è appunto il rispetto per l’intelligenza degli spettatori e delle persone che magari stanno affrontando una depressione, una malattia mentale, il bullismo, l’ansia – qualunque altra cosa stiano affrontando – e che per una volta siano stati trattati questi argomenti in modo diretto. Questa serie può aiutare queste persone a chiedere aiuto e può servire agli altri a prendere coscienza di quel che succede attorno a loro e di come quello che stanno facendo influenzi le persone che li circondano” Queste le parole forti e consapevoli di Katherine Langford, attrice protagonista nel ruolo di Hannah Baker in “Tredici”.

A differenza di molti drammi ambientati negli anni delle scuole superiori, “Tredici” (13 Reasons Why, reso graficamente come TH1RTEEN R3ASONS WHY) scava infatti nel profondo della psiche degli adolescenti, indaga le loro passioni e riflette sui loro atteggiamenti. Stando al punto di vista della Langford che coglie nel segno, svariati film e show hanno approcciato questi argomenti delicati, ma molto spesso nel farlo li hanno romanzati, stravolti o messi in secondo piano. Il notevole punto di forza che distingue “Tredici” sta nell’aver mostrato una realtà autentica.

“Tredici” segue le vicende di uno studente, Clay Jensen (Dylan Minette), che, ancora sconvolto dal suicidio di una sua amica, Hannah Baker (Katherine Langford), riceve una scatola di nastri registrati da lei. In ognuna di queste 13 cassette, Hannah spiega i 13 motivi per cui si è suicidata, una cassetta per ogni ragione. Per scoprire il suo ruolo in questa sfortunata serie di eventi, Clay ascolta i nastri apprendendo inquietanti segreti circa Hannah e altri compagni di classe, rivelazioni a cui non era preparato e a cui non sa come reagire.

La storia di Hannah Baker è basata su una storia vera accaduta nella vita di Jay Asher, l’autore del libro “13” da cui la serie è tratta, mentre era uno studente alla scuola superiore.

“Tredici”, creata da Brian Yorkeysta riscuotendo un enorme successo grazie al modo sorprendentemente naturale con cui ha saputo dipingere tematiche intense come il suicidio e lo stupro e grazie alla bravura del suo cast composto di volti nuovi.

La serie è stata accolta in maniera molto positiva (ed è uscita su Netflix soltanto il 31 Marzo): sull’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes la serie ha un indice di gradimento del 95% basato su 20 recensioni. Il commento del sito recita: “Tredici completa il suo materiale d’origine con un avvincente sguardo al dolore adolescenziale la cui maturità narrativa contraddice la sua natura da young adult“.

Un’altra ragione della riuscita della serie si può individuare nella collaborazione fra Yorkey e Asher affinché lo show si adattasse nel miglior modo possibile al libro al fine di soddisfare le aspettative del grande numero di fan che il best-seller aveva accumulato. Tuttavia Katherine Langford ha dichiarato “Quando siamo stati scelti per la parte, ci è stato detto che potevamo leggere il libro, come potevamo non farlo. Ci è stato detto che lo show lo avrebbe ampliato e sarebbe stato differente. Nella serie vengono trattati numerosi problemi rilevanti per le persone di oggi e facendo ciò, spero si possa aprire un dialogo sul perché queste cose avvengono.”

Nel febbraio 2011 gli Universal Studios acquistarono i diritti cinematografici del romanzo di Jay Asher con l’intenzione di realizzarne un adattamento cinematografico con Selena Gomez nel ruolo di Hannah Baker. Nell’ottobre 2015 si decise che il romanzo sarebbe stato adattato in una serie televisiva per Netflix e Selena scelse di stare dietro la cinepresa come co-produttrice esecutiva, in seguito l’attrice ha rivelato “Jay Asher sapeva che io e mia madre [la produttrice esecutiva Mandy Teefey] ci avremmo lavorato per anni, non importa quanto, per realizzarlo”.

Selena Gomez ha risposto ad alcune domande di The Hollywood Reporter sulla possibilità di una seconda stagione. “Non sappiamo cosa succederà, ma sappiamo che ci sono molte altre storie dietro ogni singolo personaggio ed è per questo che è stata realizzata la serie. Quindi staremo a vedere.” Di fatto la stagione termina con molti punti sospesi e, anche se è soltanto uno il libro su cui si basa la serie, gli autori potrebbero proseguire le storie lasciate aperte.

Dalla trama e dal trailer potresti pensare (come ho fatto io iniziando assai scettica il primo episodio) di trovarti di fronte alla classica americanata melodrammatica, ma “Tredici” svela presto non essere quella la sua natura. “Tredici” è un sapiente e curato lavoro che risulta umano, realistico e misurato. Ho trovato sceneggiatura, regia e recitazione impeccabili. Da spettatrice, mi ha lasciato dentro l’esatto messaggio che mira trasmettere, ovvero che qualunque cosa una persona faccia, anche la più piccola cosa, possa influenzare qualcuno in modo significativo.

 

Bianca Frasoldati